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Lo sapevi che questi marchi sono Made In Italy?

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Ti è mai capitato di scoprire che dei brand che pensavi fossero stranieri, in realtà sono prettamente Made in Italy?
Si tratta di una specifica scelta di marketing che prende il nome di “English Sounding”: una tecnica volta a dare un maggiore respiro internazionale al proprio marchio. Vogliamo condividere con te gli esempi più eclatanti.

Daddy & Son
Realtà aziendale fondata nel 1995 in Salento, Daddy & Son – lo dice già il nome – nasce da un’idea di Cosimo Scialpi e il figlio Vincenzo. In soli 20 anni, si è ritagliata uno spazio di assoluto pregio sul mercato italiano, nell’ambito della camiceria uomo e donna. Il loro successo è dovuto all’utilizzo di filati di altissima qualità e sempre alla moda. Negli anni, Daddy & Son sono riusciti a soddisfare un target diversificato, che va dall’imprenditore al manager, senza sottovalutare le esigenze dello studente.

Antony Morato
Marchio che nasce nel 2007, grazie alla creatività di Lello Caldarelli. La sua collezione spazia su diversi fronti, che vanno dalla pelletteria, agli accessori e all’abbigliamento. La sua è una clientela prettamente giovanile e alla moda. Il suo è uno stile italiano, sì, ma che strizza l’occhio alla realtà estera. Non è un caso che, in soli 10 anni, Antony Morato sia venduto in più di 3200 negozi sparsi in 70 paesi.

Harmont & Blaine
Non sembrerebbe, ma anche questo è un brand italiano. Nato nel 1986 dal genio creativo di Enzo e Domenico Menniti, insieme ai soci Paolo e Massimo Montefusco, la griffe del bassotto si concentrò in principio sulla produzione di guanti e cravatte. Negli anni ha arricchito la sua collezione con capi di abbigliamento maschili a 360 gradi dallo stile mediterraneo, divenendo un punto di riferimento nel settore del lusso. Informale, giovane e al passo coi tempi: Harmont & Blaine, un marchio che soddisfa a pieno le diverse esigenze che si susseguono nel tempo.

Colmar
Il marchio è nato a Monza nel 1923, grazie alla maestria di Mario Colombo nella realizzazione di cappelli di feltro, ghette e abiti da lavoro. Nel tempo, l’azienda si è evoluta raggiungendo l’identità che noi tutti conosciamo oggi, proponendo capi di abbigliamento necessari allo sci. A rendere ancora più celebre la Colmar sono state le Olimpiadi invernali del 1952, allorché viene scelta quale marchio per vestire il team sciistico italiano. Nei quarant’anni seguenti, è divenuta simbolo delle Nazionali di sci alpino, sci nordico, bob e slittino. La produzione è attualmente più vasta e comprende, oltre al vestiario sportivo, anche quello casual.

Jeckerson
Anche a te suona british questo marchio? Ebbene non è così. Jeckerson è infatti una realtà totalmente Made In Italy fondata da Carlo Chionna. Ti sei mai chiesto il perché delle toppe in pelle sotto le tasche dei pantaloni, aspetto peculiare del brand? Beh, è un particolare dovuto alla passione viscerale che aveva Chionna per il golf, e all’esigenza di asciugarsi le mani prima di ogni swing. Negli ultimi 20 anni la sua moda si è diffusa a tal punto da divenire un successo mondiale, andandosi a imporre non solo sulla moda di abbigliamento classico, ma anche su quella degli occhiali da sole con la linea Jeckerson Sunglasses e con quella dei jeans: J Jeckerson.

Questi sono solo alcuni degli esempi di brand Made in Italy che possono essere confusi con realtà americane o inglesi.
Tu ci tieni, invece, a fare risaltare l’italianità del tuo marchio? Dovresti, perché è unico nel suo genere. Perché rischiare di confonderlo con uno straniero?
Aderisci a Italian Identity Index e distinguiti.

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This article was written by Andrea

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